SPECIALE SUB 20 - Ecuador, el mejor de Sudamerica

di Marco Pantaleo
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¡Ecuador Campeon!. Questo è il verdetto dell'ultima giornata del Sudamericano Sub 20, che incorona la "Mini-Tri" come la regina della categoria. Un sogno che si realizza, una prima volta che difficilmente qualsiasi ecuadoriano dimenticherà. Decisiva la vittoria per 3-0 ai danni del Venezuela e la contemporanea sconfitta dell'Argentina, battuta per 1-0 dal Brasile con gol di Lincoln.

Un successo firmato dai vari Campana, Rezabala, Plata, Alvarado, Ramírez, ma al di sopra di tutto c'è la firma del director tecnico, l'argentino Jorge Celico. Un lavoro, il suo, iniziato un anno fa. Un insieme di 22 micro-cicli di allenamenti e amichevoli per preparare al meglio i giochi sudamericani di Cochabamba e, specialmente, il Sudamericano Sub 20 in Cile. Ma non solo. Dietro c'è anche tanto muoversi dietro le quinte: ore passate sui campi da calcio, negli stadi, ad osservare centinaia di partite per valutare tutti i talenti del calcio ecuadoriano. Tutto questo con l'obiettivo di arrivare al Mondiale polacco di categoria. Ma alcune volte la realtà può superare di gran lunga le aspettative della vigilia, ed è così che quell'Ecuador avviatosi senza grossi proclami, partita dopo partita cresce di consapevolezza e alla fine si porta a casa il torneo per la prima volta nella storia. Uno "statement" che attesta la grande crescita dell'intero movimento calcistico ecuadoriano, che, soprattutto a livello giovanile, sta facendo dei passi avanti da gigante. Un vento di cambiamento, che lentamente sta investendo tutti i club, invogliandoli sempre più a puntare sulla forza dei loro settori giovanili, seguendo le orme dell'Independiente del Valle (il top a livello nazionale). In particolare, come sottolineato da Celico in un'intervista all'Expreso.ec, la problematica maggiore è legata allo sbocciare tardivo dei talenti, in quanto finché non si arriva a giocare nelle grandi città, la visibilità è davvero scarsa e la possibilità di fare il grande salto è praticamente nulla. Non a caso questo Sudamericano Sub 20 è la testimonianza di una generazione latente, ma che potenzialmente potrebbe regalare grandi soddisfazioni alla "Tri". Tutto passa dalla valorizzazione di questo prodotto.

Il protagonista di questa falcata è stato Leonardo Campana, il goleador non solo della selezione di Celico ma anche dell'intero torneo; dall'alto dei suoi sei gol segnati ha ricevuto anche il trofeo "Alberto Spencer", dedicato ai capocannoniere della competizione. La sua non è la "classica" storia dove il calcio è lo strumento per uscire dalla povertà, perché lui ha alle spalle una famiglia ben agiata, suo padre è un ministro di stato. Ma questo non ha sicuramente reso meno difficile, o più facile, la sua scalata nelle gerarchie del futbol ecuadoriano, fatta di fatica, sudore e gol. Al momento il suo cartellino è di proprietà del Barcellona SC, squadra con cui però non ha mai avuto l'occasione di debuttare tra i Pro nonostante i grandi numeri fatti registrare nel settore giovanile dei "Toreros"; 41 gol in 40 presenze. In possesso di un ottimo fisico, a cui abbina anche un bagaglio tecnico non indifferente, in questo Sudamericano ha confermato le sue qualità siglando 6 "tantos" in 9 partite. Le sue vittime sono state Argentina, Uruguay, Colombia, Perù e Venezuela (doppietta). Parlando con linguaggio dei numeri ha praticamente segnato quasi il 50% delle reti della sua nazionale (6 su 14). E pensare che lui in questa competizione doveva avere poco spazio alla vigilia, infatti nella graduatoria dei centravanti della "Mini-tri" davanti al suo nome c'erano quello di Stiven Plaza, che non ha ricevuto il permesso di giocare dal Valladolid, e di Djorkaeff Reasco, out per infortunio. Da Piano C a Piano A, "Carpe Diem".

Adesso lo sguardo dell'Ecuador è volto al futuro. Prima fermata sarà il Mondiale U20 in Polonia (tra Maggio e Giugno), mentre la seconda saranno i "Juegos Panamericanos di Lima (in scena tra Luglio e Agosto). L'Obiettivo è sempre quello di fare il meglio possibile, con la speranza di vivere altre notti magiche come quelle cilene.


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